Logo-orizzontale
Icon-chiese-a-porte-aperte Chiese a porte aperte Facebook Share Twitter Tweet il mio itinerario ?

Cappella di Santa Maria di Missione

Diocesi di Torino ( sec. XIV; XV; XVIII )

Fraz. San Giovanni, 10068, Villafranca Piemonte (TO)

La cappella di Santa Maria è il più antico edificio religioso di Villafranca Piemonte. Sorge sul luogo di una cappella già esistente nell’XI secolo quando venne donata dal vescovo di Torino Landolfo all’abbazia di Santa Maria di Cavour che la restituì nel 1315 per rimanere alla comunità locale. Alla fine del Trecento è stata ricostruita ex novo e arricchita di pregevoli affreschi datati intorno agli anni Trenta del Quattrocento, opera del pittore Aimo Dux, frescante di scuola lombarda, giunto da Pavia per lavorare alla corte dei Savoja-Acaia nei primi anni del XV secolo. Nel 1702 la cappella è stata nuovamente modificata, senza rispettarne i caratteri originari, ed è stato aggiunto un campanile.
I cicli di affreschi quattrocenteschi che impreziosiscono e ricoprono integralmente l’interno presentano un notevole interesse dal punto di vista iconografico e simbolico. Per comprendere i motivi di tanta ricchezza è necessario tener presente la funzione che rivestivano non solo da un punto di vista decorativo ed illustrativo, ma anche catechetico e di educazione religiosa in una società per la maggior parte analfabeta.

La parete frontale che incornicia l’altare è articolata su tre registri di affreschi di cui quello centrale presenta un Compianto sul Cristo morto, affiancato dalla Madonna del Latte a cui è possibile si debba l’intitolazione della cappella, una santa non identificata e San Maurizio in eleganti fogge cavalleresche, una raffinata acconciatura della barba e dei capelli, lunghi speroni alle calzature e il ciondolo con la croce che lo connota.
Nella lunetta superiore vi è invece l’Annunciazione.

La parete sinistra anch’essa divisa in tre livelli ospita nella fascia inferiore San Michele Arcangelo, Sant’Andrea apostolo, San Bernardo da Mentone nell’atto di incatenare un demone policefalo alla colonna, Sant’Antonio abate e San Costanzo martire. La fasce centrali e superiore, strettamente concatenate, sono dedicate alla Cavalcata dei Vizi e delle Virtù.
La parete destra divisa in due registri, riporta in modo didascalico, nella parte bassa, un’altra serie di santi identificabili con San Claudio vescovo di Besancon, il Martirio di San Sebastiano, Santa Margherita, Sant’Apollonia, Santa Caterina d’Alessandria, San Valeriano, San Giovanni Battista. Più in alto si staglia imponente la Madonna con Bambino in trono tra due santi.
Nelle vele della volta gli Evangelisti coi loro attributi iconografici.

La cavalcata dei Vizi e delle Virtù

Tra i diversi temi narrati nella cappella, la Cavalcata dei Vizi e delle Virtù ricopre un ruolo preminente. La lettura si volge partendo da sinistra dove compare la prima figura ad impersonificare la Laboriosità intenta all’arcolaio, contrapposta alla figura dell’Accidia a cavallo di un asino e accompagnata dal demone Astaroth.
La seconda è la Letizia intenta a godere del profumo dei fiori tra le mani, cui si oppone l’Ira che si trafigge con un grosso pugnale a cavallo di un orso, spinta dal demone Balberith.
La terza è al Temperanza che mesce l’acqua e il vino in contrapposizione alla Gola, rappresentata mentre addenta una coscia di pollo. Cavalca una pantera ed è insidiata dal demone Belfagor.
La quarta è la Carità, una donna che allatta il proprio bambino in fasce e un trovatello nudo contrapposta all’Invidia che rode un legnetto ed è a cavallo di un bianco levriero, mentre il demone Belzebù la tormenta coi suoi artigli.
La quinta è la Castità con gli occhi appoggiati sul libro di preghiera, contrapposta alla sottostante Lussuria, rappresentata come una donna nell’atto di mostrare i suoi indumenti “intimi colorati di rosso. Cavalca un maiale nero ed è spinta dal demone Asmodeo.
La penultima è la Liberalità intenta ad elargire monete a dei fanciulli in contrapposizione all’Avarizia che tasta il fagotto di monete mentre cavalca una scimmia con il demone Mammona che la insidia.
L’ultima è l’Umiltà in veste monacale con il giogo alle spalle che la contrappone alla Superbia, vestita di ermellino con lo scettro in mano e incoronata dal demone Lucifero come regina di tutti i vizi. La sua cavalcatura è un leone.

Link esterni
Approfondimenti
Lun-Dom 09:00 - 18:00

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Info

cattedrale
Cattedrale di Torino
diocesi
Torino
tipologia edificio
Antiche cappelle
indirizzo
Fraz. San Giovanni, 10068, Villafranca Piemonte (TO)
cel
3356550926
mail
info@comune.villafrancapiemonte.to.it

Servizi

accessibilità
si
accoglienza
true
didattica
sconosciuto
accompagnamento
true
bookshop
sconosciuto
punto ristoro
sconosciuto

DOVE DORMIRE NELLE VICINANZE

Casa della Giovane

Via Silvio Pellico 40, Pinerolo, 10064, TO

Casa per ferie

012174092 - 3381709616 maria.benotto@libero.it

Leggi tutto

CASA MARIA REGINA – CASA PER FERIE DI MASSANO ANDREINA

VIA GRISELDA 37/38, SALUZZO, 12037, CN

CASA PER FERIE

3477786507 andreina.massano@gmail.com

Leggi tutto

B&B CASALE

CORSO REGINA ELENA 1, RACCONIGI, 12035, TO

Bed & Breakfast

017286479 / 3488823238 giulianna@bbcasale.com

Leggi tutto

© 2013 2020 cittaecattedrali.it - Applicazione web e design Showbyte srl