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Chiesa di S. Stefano - Castelnuovo Calcea (AT)

Diocesi di Asti ( sec. XVII )

Via Guercina, 1, 14040 Castelnuovo Calcea (AT)

La chiesa parrocchiale intitolata a santo Stefano protomartire sorge nelle immediate vicinanze dei resti dell’antico castello, databile intorno al XVII sec., ma di origine medioevale del quale rimangono solo alcuni resti, ed è inserito nel sistema dei Castelli aperti del Basso Piemonte.
La chiesa, prima sotto la Diocesi di Pavia e poi di Acqui, passò alla Diocesi di Asti nel 1817 e fu costruita tra il 1681 ed il 1688 in sostituzione della precedente chiesa dedicata a Santa Maria della Spina, della quale resta l'ancona cinquecentesca a destra del presbiterio, attribuita al pittore Giovanni Biancaro di Trino, rappresentante la Madonna con il Bambino che tiene in mano una rosa di macchia; la chiesa conserva pregevoli opere del Settecento quali l'altare maggiore in marmi policromi; la balaustra, i gradini dell’altare maggiore ed i primi due altari laterali sono opera del marmista Buscaglino di Olivola di Frassinello, datati 1728, mentre gli affreschi sono ottocenteschi. Sull'altare della cappella di San Giuseppe c'è una bella tela rappresentante la Natività di Nostro Signore datata 1698, dove in basso a destra è riprodotto l’antico stemma della Comunità abbinato a quello della famiglia Trotti, che possedette il castello fino al 1837, famiglia di grandi mecenati per Castelnuovo per i quali lavorava lo sconosciuto architetto di area milanese che curò il progetto della chiesa; i capimastri che si occuparono dell’erezione della chiesa furono i fratelli Gatti di Castagnole Lanze. Le maestranze provenivano in gran parte dal Canton Ticino: si trattava soprattutto di artigiani specializzati nella costruzione delle volte e nell’arte dello stucco.
La facciata barocca in mattoni lavorati a vista è scandita da lesene con capitelli con elementi dell'ordine composito e ionico reggenti una trabeazione che separa i due ordini sovrapposti ed il frontone semicircolare. Il portale centrale di accesso è sottolineato da un protiro voltato a crociera con colonne su alto basamento con capitello con elementi dell'ordine tuscanico ed ospita un portone intagliato in legno di noce coevo alla chiesa, opera del Besozzo e del Bianchi, artisti provenienti dalla zona lombarda del Lago Maggiore, che scolpirono anche il pulpito e alcuni mobili della sacrestia. In facciata entro nicchie sono visibili quattro statue risalenti al 1943 raffiguranti le Virtù Fede, Speranza Carità ed Umiltà.
All'interno la chiesa si presenta a navata unica con quattro cappelle laterali dedicate a Sant'Anna, al Suffragio e ai santi Antonio da Padova e Filippo Neri, alla Madonna del Rosario ed alla già citata cappella di San Giuseppe. Gli stucchi delle cappelle sono stati i primi elementi decorativi della chiesa: opera dei fratelli Bellotto di Bellinzona, erano già terminati prima del 1695.
La volta a botte lunettata è affrescata dal sacerdote torinese Domenico Mentasti nel 1881; gli affreschi rappresentano la Vergine in gloria, santo Stefano in gloria ed angeli in adorazione del Santissimo Sacramento. Lungo le pareti della navata sono collocate le tele con le 14 stazioni della Via Crucis dipinte a Roma nella seconda metà del XVIII secolo e donate alla parrocchia da don Giuseppe Aluffi che fu per 18 anni parroco di Santa Maria in Trastevere.

Degni di nota sono ancora la statua settecentesca in legno dorato e dipinto dell’Educazione di Maria Vergine, opera dello scultore Giovanni Battista Bonzanigo, nella cappella di Sant'Anna e la seicentesca statua in legno dorato e dipinto della Madonna del Rosario risalente al 1683, che veniva portata in processione in occasione della festa della Madonna del Rosario (7 ottobre).

Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, ricordato negli affreschi della volta e nel dipinto settecentesco dell'ancona absidale, è stato il primo a testimoniare con la morte la speranza dell'eterna vita; la sua passione si trova descritta negli Atti degli Apostoli redatti dall'Evangelista Luca; Stefano nella prima Chiesa di Gerusalemme era stato designato come uno dei sette diaconi che dedito alle opere di carità, assisteva le vedove ed gli orfani, e viene per ciò raffigurato con la dalmatica e la stola, spesso mentre distribuisce ai bisognosi le elemosine della Chiesa; ma Stefano non si occupava solo della carità materiale ma anche spirituale convertendo gli increduli; portato davanti al Sinedrio ed accusato di bestemmia viene lapidato. La sua sepoltura restò ignorata fino al 451 quando le reliquie del diacono di Gerusalemme vennero rintracciate sotto un cumulo di pietre.
La festa liturgica del santo diacono martire ricorre il 26 dicembre.

Ogni cinque anni, da antica tradizione, il Venerdì Santo si tiene la storica "Processione del Cristo morto" in costume. Scendendo la scala esterna del lato sinistro della chiesa di S. Stefano si arriva alla parte basale dell'abside, adattata a Cappella della Confraternita dei Battuti, prospiciente Via Guercina; la cappella conserva un prezioso altare maggiore di marmi policromi ed una bella statua settecentesca del Cristo Morto, legata alla tradizione locale della solenne processione notturna quinquennale.

Lun-Ven chiuso
Sab-Dom 15:00 - 19:00

Per aperture al di fuori dell'orario indicato e per visite guidate telefonare preventivamente al numero 0141957123.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Ven 09:00
Sab -
Dom 09:30 11:00
Lun-Ven -
Sab 21:00
Dom -
Lun-Ven -
Sab 16:00
Dom -

Info

cattedrale
Cattedrale di Asti
diocesi
Asti
tipologia edificio
Chiese e comunità parrocchiali
indirizzo
Via Guercina, 1, 14040 Castelnuovo Calcea (AT)
tel
0141957123

Servizi

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