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Chiesa di Ognissanti e Arciconfraternita della Orazione e Morte

Diocesi di Vercelli ( sec. XVI; XVII; XIX )

Via Giovanni Lanza 18, Trino (VC)

La Compagnia della Carità ha origine nel 1519 a Roma con il del compito di seppellire i defunti abbandonati. Nel 1538, sotto Papa Palo III, alcuni cittadini romani istituirono la Compagnia della Morte e, anche se non vi sono legami precisi con la Compagnia sopracitata, anch’essa assolveva al compito di seppellire i cadaveri abbandonati. La Compagnia della Morte nel 1551 venne messa in evidenza dalla predica di un frate cappuccino che nell’orazione espose proprio questa delicata e problematica tematica. Sotto il pontificato di papa Giulio II, venne aggiunto al titolo della Morte anche quello della Orazione. Papa Pio IV riconobbe i meriti dei confratelli e, con una bolla del 1560, l’organizzazione venne elevata al rango di Arciconfraternita. Il Cardinale Federico Borromeo venne nominando protettore dell’Arciconfraternita.
A Trino, fin dal XIV secolo, esisteva la Compagnia di Santa Maria degli Angeli e di San Francesco. Nel 1583 la Compagnia si aggregò all’Arciconfraternita della Orazione e Morte romana, assumendone il nome e la definizione così come disposto da Papa Pio IV. Fu deciso di edificare un Oratorio nella Contrada del Castello Vecchio (attualmente Via Giovanni Lanza) e nel 1585 vennero avviati i lavori per la costruzione della Chiesa della Confraternita, sul sito donato da un benefattore. In seguito, altri benefattori contribuirono alla fabbrica della chiesa che, secondo quanto scritto nella Visita Pastorale del 1627, si protrasse a lungo e che era ancora in fase di completamento al tempo della Visita.

La Chiesa di Ognissanti presenta una facciata ottocentesca, con un portale d’ingresso ligneo risalente del XVIII secolo. L’interno della chiesa è ad aula unica e presenta un ampio presbiterio, preceduto da una balaustra marmorea del XVIII secolo e seguito dal coro. Vi sono due altari lateri, di San Camillo de Lellis a destra e di San Carlo Borromeo e della Beata Vergine a sinistra. L’altare destro di San Camillo de Lellis, patrono e protettore dell’Arciconfraternita, è in marmo policromo e l’ancona, dipinta dal pittore Francesco Antonio Mayerle nel 1755, raffigura San Giuseppe, San Vincenzo De Paoli e San Camillo nell’atto di consolare spiritualmente e fisicamente un agonizzante. L’altare sinistro di San Carlo Borromeo della Beata Vergine venne realizzato dal trinese Carlo Montagnino e presenta una pala raffigurante la Madonna, Sant’Evasio e Sant’Antonio da Padova. Prima del presbiterio sono posizionate, rispettivamente una a destra ed una a sinistra, due nicchie laterali contenenti le statue di San Paolo e di San Pietro. Al centro del presbiterio spicca il marmoreo altare maggiore del XVIII con l’ancona del 1607 attribuita a Federico Barocci, raffigurante la Gloria del Paradiso con i Santi, San Gerolamo, San Defendente ed un donatore. La pala d’altare venne donata alla Confraternita da Gerolamo Levratto, trinese residente a Roma. Sulla parete destra del presbiterio vi è collocato un dipinto raffigurante il Padre Eterno, mentre sulla parete sinistra vi sono tre tele: la Sacra Famiglia e San Giovannino; il Cristo portacroce; la Santa Caterina d’Alessandria. Sono dipinti di incerta attribuzione, probabilmente realizzati da artisti dell’area lombardo-piemontese del secolo XVII. Dietro all’altare maggiore si sviluppa il coro ligneo di notevoli dimensioni. Gli stalli del coro provengono dal Monastero della Santissima Trinità, poiché furono acquistati dalla Confraternita in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi nel 1802 ed alla messa all’asta dei loro beni.
Inoltre, si segnalano: la pregevole cantoria lignea, sopra alla quale sono posizionate tre tele, del XVIII secolo di Tommaso Saletta (Cristo deriso, Cristo e la Veronica e la Deposizione); la tela di Giovanni Crosio, collocata sulla parete sinistra dell’aula, che raffigura Cristo Crocifisso con San Giovanni Battista e San Francesco; il dipinto del XVII secolo, collocato sulla parete destra dell’aula, raffigurante San Michele che uccide il Male mentre San Rocco indica l’esecuzione alla Vergine Maria ed il crocifisso ligneo intagliato e dipinto del XVII secolo, collocato anch’esso sulla parete destra.
Il campanile, a pianta quadrata, è caratterizzato da fasce angolari, cornici marcapiano, monofore e dalla presenza dell’orologio con numeri romani. La cella campanaria presenta due fornici per lato e le campane risalgono una al 1796 e l’atra al 1950.

L’Arciconfraternita possiede un Archivio Storico, riconosciuto di interesse culturale dal Decreto del 22 dicembre 2010 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, costituito da 2 pergamene e 41 unità di conservazione contenenti documenti cartacei e membranacei di varia natura, risalenti ad un periodo compreso tra il 1526 e la seconda metà del XX secolo.

La chiesa è aperta a fedeli, pellegrini, visitatori e turisti.
All'interno, oltre a numerosi elementi storico-artistici, si conservano le Sacre Reliquie di San Camillo de Lellis, San Valentino Martire, San Fabiano e San Sebastiano, San Giovanni e San Protasio, San Pietro Martire, San Clemente Martire, San Giorgio Martire, San Fortunato, San Vito e San Bonifacio, San Celestino Martire, San Nicolao, San Massimo Martire, San Mario Martire e Santa Marta Martire, Santi Quaranta Martiri, San Modesto, San Valeriano Martire, San Faustino, San Vittoriano ed il Santissimo Legno della Croce.
La Confraternita è "cappata", cioè i Confratelli hanno la facoltà di indossare il "camice nero" ed il cordone bianco cinto alla vita.

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Approfondimenti

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Info

cattedrale
Cattedrale di Vercelli
diocesi
Vercelli
tipologia edificio
Confraternite
indirizzo
Via Giovanni Lanza 18, Trino (VC)

Servizi

accessibilità
si
accoglienza
true
didattica
sconosciuto
accompagnamento
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punto ristoro
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