CITIES AND CATHEDRALS
PIEDMONT AND VAL D'AOSTA

In the recent past, the significant ecclesiastical cultural heritage of Piedmont and Valle d’Aosta has been the subject of important research, restoration and special maintenance, thanks to a virtuous partnership involving the Church, public authorities, Piedmontese banking foundations, and the local communities.
The aim of the “Città e Cattedrali” website is to give pilgrims and visitors the opportunity to enjoy this heritage, pursuing a systematic classification for promotion of religious sites and artworks that are available to the public, enhancing them with itineraries for visits by location and by theme, with complete descriptions.
The “Città e Cattedrali” portal represents a key platform for the promotion of Piedmont and Valle d’Aosta’s ecclesiastical cultural heritage. The aim is to make the portal a fully-fledged digital gateway, a space that presents and interprets an outline that will intensify the experience of visitors by allowing them to grasp specific aspects, offering the key to reading the history, art and rites of worship for each site.
Teams of volunteers constitute the driving force behind the system for enjoyment of the huge number of ecclesiastical cultural sites, concentrated in towns and cities or dotted around the regions. These trained volunteers grow in the awareness of the development of their local communities and with a sense of belonging to the cultural and landscape heritage. Thanks to their constant contributions and the work of diocesan cultural offices it will be possible to complete and update the “Città e Cattedrali” portal Arcus for "Città e Cattedrali".

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Itineraries

La Strada per Torino

La strada per Torino, racconta come, nel grande viaggio da Chambery a Torino (1578), la reliquia sia con buone probabilità transitata attraverso il Piccolo San Bernardo passando per Aosta, Ivrea e Ciriè.
In origine il pellegrinaggio di San Carlo era diretto in Savoia, a Chambery, quando Emanuele Filiberto di Savoia trasferì la reliquia a Torino, ufficialmente per agevolare il viaggio del Cardinale, ma sostanzialmente per stabilire in modo definitivo la sede della Sindone, che i Savoia consideravano il simbolo religioso di legittimazione della casata, nella nuova capitale. Da allora è custodita in Palazzo Reale, nella secentesca cappella della Sindone di Guarino Guarini.
Questo itinerario segue e coincide con la strada dei pellegrini e dei viandanti denominata Via Francigena.
Ad Aosta è possibile visitare il complesso della collegiata di Sant'Orso, già esistente nel V secolo, con tre navate e il campanile inglobato in quella centrale, a sinistra dell'ingresso. A questo periodo appartengono anche gli importanti affreschi di cui restano testimonianze nel sottotetto. All’interno si trova l'altare della Sacra Sindone, ornato da un'imponente macchina d'altare in legno: al centro la tela col Sacro Sudario mostrato da due angeli, a sinistra la Visitazione e a destra San Pantaleone.
Il Museo del Tesoro della cattedrale presenta poi una significativa selezione del patrimonio d'arte sacra della Valle d'Aosta, tra cui si nota un dipinto raffigurante la Vergine addolorata con la Sindone retta da due angeli del XIX secolo.
All’ingresso del paese di Issogne si trova invece la Chapelle du Sainte Sudarie, fondata probabilmente dal priore di Sant’Orso, Giorgio di Challant. La devozione della famiglia Challant alla Sindone era legata alla funzione di luogotenente della Savoia assegnata ai suoi esponenti, impegnati così quali custodi del castello di Chambéry e della Sainte-Chapelle, in cui era conservata la preziosa reliquia.
Il percorso prosegue al castello di Agliè con la cappella di San Massimo e la chiesa parrocchiale della Madonna della Neve dove è esposta una copia della Sindone a grandezza naturale, opera di Fantinus (1706), normalmente ospitata nella chiesa di Santa Marta e, ad Ivrea con la cattedrale di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Nicola da Tolentino.

I Boxilio una famiglia di pittori tortonesi tra ‘400 e ‘500

La bottega tortonese dei Boxilio, a conduzione familiare, fu attiva in un’area geografica di cerniera tra Piemonte e Lombardia dalla seconda metà del XV secolo agli inizi del successivo: in questa fiorente bottega operarono due fratelli, Manfredino e Beltramo, e nella stessa si formarono i loro rispettivi figli, Franceschino e Giovanni Quirico.
Il recente restauro della pala di proprietà della Parrocchia di San Martino a Carbonara Scrivia (AL) è stato lo spunto per l'ideazione di una piccola mostra temporanea che vedrà esposte presso il Museo Diocesano di Tortona, insieme alla tavola di Carbonara, altre due opere, di norma non facilmente visibili, l’una di proprietà della Provincia di Alessandria e l’altra dell’Ospedale Civile di Vigevano.

Dal 7 dicembre 2018 al 10 marzo 2019, sarà possibile vedere da vicino tre polittici particolarmente significativi ed esemplificativi dell’attività di questa famiglia di pittori, ancora legati al gusto gotico e a una cultura tardo medievale, ma che cominciano ad aprirsi alle novità rinascimentali.
L’esposizione mira alla valorizzazione delle opere dei Boxilio, partendo dal Museo per allargarsi al territorio diocesano e offrire un itinerario che coinvolge i diversi edifici ecclesiastici nei quali essi operarono, che saranno visitabili grazie ad aperture concordate con la collaborazione dei volontari.

L'itinerario diocesano sui Boxilio sarà sempre percorribile in maniera individuale, durante gli orari di apertura dei beni coinvolti, inoltre nelle giornate del 16 dicembre, 13 gennaio, 9 febbraio e 10 marzo, dalle 15 alle 17, le chiese inserite nell'itinerario saranno aperte dai volontari, con possibilità di visite guidate gratuite.

Nelle stesse date il Museo Diocesano proporrà una visita guidata incentrata sui Boxilio e sulle altre opere del Museo databili allo stesso periodo, con inizio alle ore 17,30 (prenotazione obbligatoria, visita a pagamento).

Itinerari d’arte in autonomia e libertà

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