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Chiesa della Misericordia

Diocesi di Torino ( sec. XVI; XVII )

Via Giuseppe Barbaroux, 39 10122 Torino

La chiesa della Misericordia (o degli Impiccati), dedicata a San Giovanni Battista, è detta anche San Giovanni Decollato e deve il suo nome all’Arciconfraternita della Misericordia, vocata al conforto dei condannati a morte, alla cura delle esequie e alla celebrazione delle funzioni in suffragio di queste anime. L’edificio fu realizzato sul sito dove sorgeva la precedente chiesa del monastero di San Pietro, gravemente danneggiato dai bombardamenti subiti durante l’assedio di Torio del 1706. La Confraternita acquistò l’edificio nel 1720 dalle monache lateranensi di Santa Croce e tra il 1723-1758 compirono significativi interventi di consolidamento e di ristrutturazione dell’antica fabbrica. In particolare fu ampliata la Sacrestia Nuova, l’attuale Aula Capitolare, in cui sono presenti pregevoli ornamenti in stucco di Carlo Papa e armadi lignei in stile barocco-piemontese dei Mastri Ludovico Buscaglione e Bernardo Maffei. Quest’ultima appare ancora oggi come viva espressione dell’ornamento, che si concretizza attraverso una forte ricercatezza di immagini che invadono coreograficamente i quattro lati del soffitto (ultimato nel 1752) fino a culminare nell’ovale centrale da attribuirsi a Autino. Nel 1730 Ignazio Perucca realizzò le due statue lignee della Madonna e dell’Angelo, laccate in bianco, tradizionalmente attribuite invece a Carlo Giuseppe Plura. Nel 1742 su disegno dell’architetto Bernardino Vittone fu ampliata la manica est della chiesa e nel realizzati i coretti. Nel coro giganteggia la magnifica tela di Federico Zuccari raffigurante la Decollazione di San Giovanni Battista. Nel 1751 l’architetto Nicolis conte di Robilant progettò il rifacimento dall’edificio, portandolo all’attuale configurazione, arretrando il posizionamento dell’altare maggiore e realizzando una volta a vela ribassata, mentre nel 1753 vennero commissionate le due cappelle laterali con gradini in pietra di Gassino, mensola per candelabri, decorazioni, cornici e riquadri. L’altare maggiore è opera di Francesco Benedetto Feroggio del 1792. Sull’altare di destra campeggia il Crocifisso ligneo attribuito alla scuola di Stefano Maria Clemente, mentre su quello di sinistra si trova la tela di Claudio Francesco Beaumont dell’Addolorata: su un gradino è inginocchiato San Giovanni Nepomuceno. Ai lati si trovano altre due tele con l’Annunciazione e l’Assunta, opere di Beaumont e di Rapous. Pregevole anche l’organo progettato dai fratelli Concone nel 1758. La chiesa negli ultimi anni è stata oggetto di importanti lavori di restauro che si sono conclusi nel 2009 e che hanno ripristinato l’originario impianto luministico della struttura e la piena leggibilità degli stucchi. Interessante, infine, il ritrovamento nel corso di questi interventi di una serie di ossa appartenenti forse ai condannati a morte, oggetto delle opere pie dell'Arciconfraternita, e di alcuni confratelli, sepolti con l'abito da cerimonia.

Meraviglie dell’Arciconfraternita: alcuni approfondimenti

La chiesa della Misericordia è luogo privilegiato di conservazione di importanti tesori, oggetti di devozione e di culto, commissionati nel corso dei secoli dall’Arciconfraternita. Alcuni approfondimenti:
Ostensorio dell’Angelo con la testa del Battista opera di Francesco Ladatte: il superbo ostensorio della Confraternita, in argento in fusione, cesellato e sbalzato, datato 1746, e che testimonia la grande abilità di Francesco Ladatte come argentiere, è commissionato da Giovanni Antonio Durando - come segnala l’arma del donatore intagliata sul verso e l’iscrizione apposta al piede - stilisticamente configurato sui più aggiornati modelli dell’oreficeria parigina contemporanea. L’angelo in fusione, che serve da fusto all’ostensorio, respira la finezza nervosa della più fresca rocaille degli anni Quaranta del Settecento: la figura è slanciata, di getto, dalle linee filanti della veste che vanno a raccogliersi in una vita stretta, sguardo intensamente rivolto al cielo, con il braccio destro che indica la testa del Battista. L’opera lascia emergere dunque la grande abilita di Ladatte nel modellare, sempre sostenuto da un talento inventivo versatile e da un orientamento di gusto spiccatamente personale.

Gruppo scultoreo della Fede e l’angelo di Ignazio Perucca: le due statue lignee, tradizionalmente attribuite alla mano di Carlo Giuseppe Plura e recentemente restituite al catalogo delle opere di Ignazio Perucca grazie a nuovi confronti stilistici, sono conservate presso la Confraternita. La statua femminile è oggi interpretata come La Fede sulla base di un inventario settecentesco di “tutti i beni mobili dell'apparato del mortorio” in cui si cita “una macchina rappresentante la Fede”. La scultura si caratterizza per la teatrale gestualità delle braccia e per il nodo del manto che si disegna sul petto, elemento che ricorre nell'abbigliamento dei personaggi di Perucca. Accanto alla Fede vi è poi l'angelo che porta sopra un bacile il capo di San Giovanni Battista e che apriva la processione del Venerdì Santo.

San Giovanni Nepomuceno in venerazione dell'Immacolata opera di Vittorio Blanchery e Vittorio Amedeo Rapous, (1753-1763): in ambito piemontese un interessante caso di studio per la grande diffusione e la diversificazione delle sedi di destinazione riguarda San Giovanni Nepomuceno. Si tratta di un culto popolare spontaneo, prevalentemente legato alle spiccate attività di taumaturgo e ai numerosi miracoli compiuti dopo la morte. Ferventi estimatori della promozione del culto di San Giovanni furono i filippini torinesi che si occuparono di diffondere una biografia ufficiale. Sembra inoltre riscontrabile un legame preferenziale con le confraternite di San Giovanni decollato. I documenti dell'archivio della Misericordia di Torino consentono infatti di precisare le tappe del culto: dai registri di conto dell'Associazione di San Giovanni Nepomuceno, formalmente approvata da Mons. Roero nel 1751, emergono gli interventi per le celebrazioni legate alla festa e al rinnovo dell'altare. Una statua del santo, già in loco, è sostituita dalla pala di Beaumont, ultimata con la collaborazione dell'allievo Rapous, raffigurante il Santo in adorazione dell'Addolorata, mentre un puttino in basso raccomanda il silenzio.

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Approfondimenti
Lun-Ven chiuso
Sab-Dom 16:00 - 18:00

Chiuso ad agosto.
E' possibile visitare la chiesa anche su prenotazione.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Sab -
Dom 11:00

Chiuso il mese di agosto.
Le Sante Messe sono celebrate in latino.

Info

cattedrale
Cattedrale di Torino
diocesi
Torino
tipologia edificio
Confraternite
indirizzo
Via Giuseppe Barbaroux, 39 10122 Torino
tel
0118123297
cel
3357761227
mail
a.tealdi@tealdiassociati.it

Servizi

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