CULTURA A PORTE APERTE
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Santuario di Santa Maria
Diocesi di Tortona ( sec. XVIII; XIX )
Via Papa Giovanni XXIII, 27050 Torricella Verzate (PV)
Il Santuario di Santa Maria, posto sulla sommità della collina, domina il territorio circostante coltivato a vigneti.
Il fronte a paravento ripropone la sagoma a capanna, suddiviso in due ordini da un'alta trabeazione, posta anche alla base del timpano. Il primo ordine, suddiviso in tre campi da lesene con capitello corinzio, ospita in posizione centrale il portale con piedritti ed architrave aggettanti, sormontato da decorazione con bassorilievo e motivi floreali. Il secondo ordine, suddiviso secondo la stessa partizione verticale, ospita in posizione centrale una finestra cieca decorata con motivi floreali e figure angeliche. Il frontone, con timpano ancora scandito verticalmente in analogia alla parte sottostante, ospita in posizione centrale un rosone cieco con ghiera culminante nel fastigio.
Il campanile a sezione quadrata si sviluppa sul fianco sinistro della chiesa. La torre è scandita orizzontalmente da quattro cornici aggettanti e nell'ultima sezione, al di sotto della cella campanaria, è posto su ogni lato l'orologio. La cella campanaria è aperta su ogni lato da monofore. La cuspide di copertura a bulbo è in lamiera metallica.
La copertura è a doppia falda nella navata centrale, ad esclusione della porzione corrispondente alla seconda campata, dove è ottagonale, ed al di sopra delle aree laterali ospitanti gli altari minori e nella porzione del catino absidale, dove è a tre falde. Il manto è in coppi.
La chiesa presenta schema planimetrico mononavatale a pianta basilicale, ripartita in tre campate, con abside semicircolare. Ai lati della navata, in corrispondenza della seconda campata, due altari minori completano lo spazio liturgico mentre, in corrispondenza della terza, troviamo due nicchie sormontate da tribuna. Al di sopra dell'ingresso è posta la cantoria.
La copertura è costituita da un'alternanza di volte a crociera, per la prima e terza navata, e cupole, per la seconda navata e per la zona del presbiterio, prima del catino sormontato da calotta.
L'area presbiteriale è rialzata rispetto al piano dell'aula.
La pavimentazione è in marmo e graniglia.
Durante la Controriforma si sentì la necessità di proteggere la fede cattolica dall’avanzata luterana. Sotto la spinta di San Carlo Borromeo, i territori alpini e prealpini furono fortificati da una cinta di Sacri Monti che raccontavano la Via Crucis con tutta la potenza delle immagini.
Non fu così per il Santuario della Passione, sorto circa un secolo dopo e molto più a sud, nel lontano Oltrepò Pavese, nella valle del torrente Verzate, sulla cima di uno sperone di roccia calcarea di origine vulcanica.
Eccolo: circondato da colline coltivate a vigneti, si erge solitario come un’isola; è ben visibile anche da lontano, come un punto di riferimento.
Nel Medioevo c’era un castello che, dall’alto, vegliava sulla popolazione e controllava il passaggio sul guado del torrente e lungo l’antica via Romea: i pellegrini passavano da qui per immettersi nella Francigena da Piacenza.
A proteggerli, c’erano anche i Cavalieri Templari, che avevano una loro Commenda a Verzate ed amministravano prati, campi, vigne e boschi nei territori di Corvino, Mairano e Robecco. Con i proventi, tra le altre cose, procuravano viveri e beni ai crociati in Terrasanta.
Oggi del castello resta solo la “Torre Saracena”, recentemente restaurata: mostra ancora agli osservatori più attenti le tracce del suo ponte levatoio, pronto ad essere sollevato nel caso di pericolo.
Ci si arriva seguendo una stradina sterrata che sale a zig-zag toccando sette edicole votive dedicate ai dolori della Vergine. È la Via Matris, un percorso spirituale realizzato nel 1880; le cappellette, inizialmente affrescate dal pittore G. B. Rossi da Alessandria, non sono state risparmiate dall’umidità e dalle offese del tempo. Recentemente sono state ristrutturate ed impreziosite dalle formelle di terracotta policroma realizzate dallo scultore Sergio Alberti.
Da qui il Santuario della Passione si mostra di fianco, sovrastato dal campanile svettante che fa anche da torre dell’orologio. Un cipresso solitario punta dritto verso il cielo, indicandoci la direzione da prendere per la Salvezza. Arriviamo così alla Scala Santa, aggiunta al complesso dopo il 1870 ed annunciata dalla scritta in caratteri cubitali sopra una porticina che dà accesso ad un ambiente un po’ angusto. È composta da ventotto gradini, come quella romana di San Giovanni in Laterano, che andrebbero percorsi in ginocchio: ciascuno vale nove anni di indulgenza.
L’ascesa conduce al Santuario, progettato dal parroco Filippo Montagna, edificato in stile barocchetto e benedetto nel dicembre 1768. Si affaccia su un piazzale verde d’erba e chiuso dalle quattordici cappelle della Via Crucis, che lo circondano come un abbraccio.
Uno sguardo oltre i riflessi dei vetri di protezione rivela una cura sorprendente per i dettagli.
La Passione di Gesù è raccontata da cinquantadue statue a grandezza naturale e dipinte a mano, opera di Pietro Ferroni da Arosio. I personaggi buoni sono subito riconoscibili perché hanno un’espressione serena, pur nel dolore, mentre i cattivi hanno tratti grotteschi che li rendono decisamente brutti. I rappresentanti del popolo sono abbigliati alla moda del XVIII secolo; tutti si stagliano su uno sfondo scolpito in bassorilievo che, a sua volta, si stacca da un fondale dipinto con una scenografia che richiama il territorio circostante. L’effetto è quello di uno spazio aperto e profondissimo, come se una singola cappella potesse contenere un’intera vallata.
Una scalinata ci divide dall’entrata del Santuario, dove ci aspettano opere d’arte di grande valore ed un reliquiario con un frammento della Vera Croce, posato su un mobile seicentesco di legno di noce.
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Bene aperto la domenica pomeriggio. Possibilità di aperture su richiesta tutto l'anno.
| Lun-Sab | - |
|---|---|
| Dom | 17:30 |
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- Santuari
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- Via Papa Giovanni XXIII, 27050 Torricella Verzate (PV)
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