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Chiesa di Santa Maria di Pulcherada

Diocesi di Torino ( sec. X; XIII; XVII )

Via Municipio, 1 10099 San Mauro torinese (TO)

La località di Pulcherada era posta sulla riva destra del Po, lungo la strada che collegava Augusta Taurinorum con Industria. Le indagini di risanamento hanno attestato l’importanza del sito a partire dal V-VII secolo, momento in cui appare documentata la presenza di una comunità maschile. Il primo documento in cui si parla dell’abbazia di San Mauro di Pulcherada è il diploma di fondazione del monastero di Spigno per opera di Anselmo I, marchese di Saluzzo nel 991: l’insediamento risaliva certamente a molti anni prima ed era al centro di una grande azienda agraria (una curtis), il cui fiorente rendimento dovette attrarre l’attenzione dei laici, prima usurpatori e poi protettori interessati. Il documento del 991 segnala la presenza nella chiesa delle spoglie di san Mauro, un discepolo di san Benedetto impegnato in Gallia nella diffusione della Regola, il cui culto, promosso dal movimento monastico di Cluny, fu legato alla comunicazioni attraverso le Alpi. Fra Quatto e Cinquecento, per la probabile rimozione della reliquia del santo e per il rilancio del culto mariano dovuto al concilio di Trento, la chiesa cominciò ad essere intitolata a Maria (come l’odierna parrocchia): le due intitolazioni, San Mauro e Santa Maria, furono da allora applicate in modo oscillante al complesso monastico e allo specifico altare.
Le prime notizie in merito alla ripresa di Santa Maria di Pulcherada si riconducono all’XI secolo, quando l’abbazia, risulta svincolata dal controllo di Spigno e Susa, mentre nel XIII secolo estendeva il suo dominio su gran parte delle valli di Lanzo e di Stura. A partire dal Cinquecento, Pulcherada non ebbe più un abate proprio ma fu tenuta in commenda dal vescovo di Torino o affidata ad abati commendatari laici. Un’interessante visita pastorale della chiesa del 1584, redatta da Giovanni dei Conti del Bel Riposo, canonico prevosto della collegiata di Chieri, descrive Santa Maria a tre navate, con due absidi laterali dove trovavano posto due cappelle. La chiesa rifatta fu consacrata dal vescovo di Alba, Mons. Natta nel 1754 ma già nel 1803, per ordine di papa Pio VIII l’abbazia vide la definitiva soppressione.
L’attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria rappresenta dunque l’unico resto conservato in alzato, individuato con certezza, dell’antico monastero. L’edificio originario, databile all’ultimo decennio del X secolo, dovrebbe corrispondere in gran parte alla struttura odierna della chiesa parrocchiale. Nella prima metà del Duecento venne aggiunto il campanile, in corrispondenza della facciata. Le trasformazioni subite dalla chiesa in età barocca hanno coperto la parte più antica.

Gli affreschi venuti in luce nel 2010 rappresentano un importante ritrovato, sia per l’estensione del ciclo pittorico (la decorazione copre l’intera abside) sia per la raffinatezza d’esecuzione e l’eccezionalità iconografica. Al centro della grande visione celeste, è raffigurato Cristo in trono circondato da angeli e arcangeli, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Battista. Nell’intradosso si trova invece l’Offerta di Abele e Caino e nella parte alta del catino i santi Pietro e Paolo e quattro personaggi aureolati, forse i patriarchi che reggono un globo con tre figurette a mezzo busto, personificazione delle anime. In basso si trova la Crocifissione e a sinistra una mal conservata Adorazione dei Magi. La visione raffigurata in alto sembra richiamare il Giudizio finale così come la Crocifissione sembra rivolgersi a modelli bizantini. La monofora centrale, visibile solo dall’esterno, è nascosta da un grande affresco tardosecentesco o d’inizio Settecento, raffigurante l’Assunzione di Maria Vergine. Finte architetture limitano alle estremità la decorazione del cilindro.
La qualità degli affreschi e l’accertato utilizzo di materiali preziosi (blu di lapislazzuli e lamina di metallo dorato applicata all’aureola in stucco di Cristo) sono indicativi della rilevanza dell’impresa, voluta da un committente ricco, presumibilmente l’abate di Pulcherada. Il ciclo pittorico, ancora da indagare ulteriormente, sembrano comunque sottolineare un certo rapporto con i cicli lombardi dell’XI secolo.

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Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

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Dom 10:00 18:00

La Santa Messa prefestiva NON è celebrata nei mesi estivi

Info

cattedrale
Cattedrale di Torino
diocesi
Torino
tipologia edificio
Chiese e comunità parrocchiali
indirizzo
Via Municipio, 1 10099 San Mauro torinese (TO)
tel
011.8221000
cel
366.2059905
mail
lapulchrarada@gmail.com

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