Logo-orizzontale
Facebook Share Twitter Tweet il mio itinerario ?

Chiesa di San Bernardino

Diocesi di Vercelli ( sec. XVIII )

via duomo, 13100, vercelli, vc

La facciata dell'attuale chiesa è particolarmente interessante per la sua razionalità e il movimento della parte superiore. La porta è opera dello scultore serravallese Giovanni Martino Sezzano. L’opera consiste in 3 pannelli intagliati con elementi vegetali e cristologici, due pannelli superiori con le raffigurazioni di San Bernardino e San Francesco, co-protettore della confraternita; e due pannelli verticali molto allungati detti "cascate", anch’essi con elementi vegetali. L'interno presenta una sola navata e conserva la tipica unità artistica settecentesca negli altari in marmo, nella cantoria, nel coro e nei confessionali. Nella stessa cantoria si conserva un'altra opera scolpita nel legno dal Sezzano: la Strage degli Innocenti. Nel primo altare a destra vi è la raffigurazione dell'Adorazione dei Magi della scuola settecentesca del Pontoia, mentre decisamente più antico è l'affresco conservato nel coro nel quale è raffigurato Cristo trafitto dai chiodi. Per lungo tempo la critica ha considerata questa un'opera autografa del pittore vercellese Bernardino Lanino; mentre invece studi recenti sono orientati maggiormente verso l'attribuzione al pittore Moncalvo. Nella chiesa di San Bernardino è custodita una delle più note "macchine" processionali della tradizione vercellese: Cristo circondato dai manigoldi. Anch'essa opera del Sezzano. L' eleganza squisitamente settecentesca è visibile anche nei delicati ambienti della sacrestia e nel raffinato campanile con le sue arcate aperte a balcone. Infine la chiesa possiede un'ottima acustica e conserva al suo interno un magnifico organo ottocentesco ad opera di Angeli Amati prima, rifatto e ampliato da Pietro Bernasconi poi.

In san Bernardino si conserva un piccolo dipinto di autore ignoto che quasi certamente pervenne alla confraternita attraverso un lascito testamentario di un confratello. In questo dipinto è rappresentato il volto Santo di Gesù con l'iscrizione: " Vera effiges Salvatoris missa ad regem Abagarium a Domino Nostro Iesu Christo".Questa iscrizione permette senza pericolo di dubbi di riconoscere in esso una copia del volto Santo di Edessa. La tradizione narra infatti che Gesù avrebbe inviato il dipinto ad Abagar, governatore di una Regione della Mesopotamia, avente come capitale Edessa. Abagar era molto malato, e avendo sentito parlare di Gesù e dei suoi mirali, inviò presso di lui un suo messo, Anania, perchè lo raggiungesse e guarisse la sua infermità. In cambio offriva a Gesù asilo e protezione dalle trame degli Ebrei. Sulla conclusione del fatto la tradizione si divide in due: da un lato si narra che Gesù avesse risposto alla lettera promettendo l'invio di un discepolo e mandando intanto la Sua immagine dipinte. Dall'altro invece si pensa che il Volto dipinto sia opera dello stesso Anania realizzata durante l'incontro con il maestro. Non si hanno notizie su eventuali scritti di Gesù, ma Eusebio di Cesarea, illustre teologo, riporta come autentica la risposta di Gesù ad Abagar estrapolata dagli archivi reali di Edessa.
Il piccolo quadro conservato nella confraternita fu sempre oggetto di grande devozione e fino al secolo scorso veniva esposto per i fedeli durante la Settimana Santa.

Link esterni
Approfondimenti
Lun-Gio chiuso
Ven-Dom 15:00 - 18:00

Apertura dal 19 aprile al 01 maggio 2015 in occasione della mostra "Cerco il suo Volto".

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

Lun-Dom -

Info

cattedrale
Cattedrale di Vercelli
diocesi
Vercelli
tipologia edificio
Confraternite
indirizzo
via duomo, 13100, vercelli, vc
web
http://www.arcidiocesi.vc.

Servizi

accessibilità
parziale
accoglienza
true
didattica
sconosciuto
accompagnamento
sconosciuto
bookshop
sconosciuto
punto ristoro
sconosciuto

© 2013 cittaecattedrali.it - Applicazione web e design Showbyte srl