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Santuario Madonna del Bosco

Diocesi di Ivrea ( sec. XVII )

Piazza del Convento 2, 10080 Ozegna (TO)

L’edificazione del santuario dedicato alla Madonna del Bosco risale al 1623: nel giugno di quell’anno un giovane sordomuto, Giò Guglielmo Petro, riacquistò l’uso della parola asserendo di aver avuto una visione miracolosa. Tale evento creò grande entusiasmo tra gli abitanti di Ozegna e prese corpo all’interno del paese la decisione di costruire una chiesa per ricordare e santificare il luogo dell’apparizione. I lavori iniziarono in breve tempo, vennero subito donati dai conti di San Martino al Comune di Ozegna i terreni, e approvato il progetto. Accanto alla chiesa si decise di edificare anche un convento al fine di affidare il santuario alla sorveglianza di un gruppo di religiosi. E’ del 1625 un atto di donazione per l’edificio in costruzione e tre ettari di giornate di terreni attigui da parte del Consiglio ordinario di Ozegna ai Padri Riformati di S. Francesco (Camillo Boggio, “ Le prime Chiese Cristiane nel Canavese 1887 – Le Chiese del Canavese d’interesse architettonico archeologico dai primi secoli ai giorni nostri 1910” Ivrea 1978). Il Santuario venne ultimato e consacrato solennemente il 4 agosto del 1662 da Giovan Battista di Sanmartino Vescovo di Losanna. In quegli anni si era anche aperta una disputa tra il Comune di Ozegna e il Comune di Rivarolo Canavese circa il possesso di alcune terre cedute qualche anno prima al convento.
Nel 1677 la presenza dei Frati Riformatori venne ufficialmente approvata con la licenza di “preso possesso” rilasciata dal Vescovo di Ivrea al Padre Superiore.
Il Santuario iniziò ad essere meta di processioni che negli anni divennero sempre più frequenti, tanto che furono proibite a causa dei disordini che si venivano a creare. Con l’avvento del regime Napoleonico nel 1802, poi, gli ordini religiosi vennero sciolti, i Frati Riformatori vennero allontanati e i beni materiali confiscati e venduti a privati.
Il Santuario quindi rimase chiuso per settant’anni, fino al 1873, quando, Don Lorenzo Coriasso acquistò l’intero complesso costituito dalla chiesa, da due sacrestie e dai locali del vecchio convento (M. Chiara, R. Flogisto, E. Morozzo, “Da Eugenia a Ozegna” Amministrazione Comunale).
La chiesa dopo il lungo periodo di abbandono si presentava in grave stato di degrado; furono quindi necessari alcuni interventi di ripristino prima di riaprirla al culto. E’ in questa occasione che risulta essere stata completamente revisionata la copertura. Contemporaneamente vennero anche eseguiti interventi di ripristino di alcuni locali accessori. Durante questi interventi vennero trovati alcuni documenti riguardanti la vicenda dell’apparizione tra i quali la testimonianza scritta dallo stesso Guglielmo Petro, il miracolato, di fronte ad un notaio a conferma dell’accaduto. Nel Santuario è conservato anche il bastone che lo stesso Guglielmo Petro lasciò come testimonianza di fede. Il Convento a partire dall’anno 1879 riprese ad essere un punto di riferimento per tutti i fedeli dei comuni limitrofi. L’edificio del Santuario si è mantenuto sostanzialmente integro nella struttura architettonica e nell’apparato decorativo fino ai giorni nostri. Alcune modificazioni sono state apportate nell’interno nel corso degli anni sessanta e settanta del novecento; si tratta del rifacimento delle pavimentazioni nella zona dell’altare, effettuato con materiali incongrui, e degli “aggiornamenti” all’apparato liturgico dovuti al Concilio Vaticano II.
Caratteri compositivi e costruttivi
L’edificio del Santuario di Ozegna costituisce un fatto isolato nel contesto dell’architettura religiosa del Canavese nord-occidentale. Si tratta infatti di un raro
esempio di propagazione dei modelli dell’edilizia religiosa cinquecentesca di chiara
derivazione bramantesca conservatosi quasi intatto fino ai giorni nostri.
La pianta dell’edificio è costituita da un rettangolo centrale principale al quale sono
aggregati quattro rettangoli che ospitano ciascuno:
- il presbiterio con l’altare maggiore e il coro;
- l’ingresso con l’orchestra;
- l’altare laterale ad est;
- l’altare laterale ad ovest.
Il rettangolo centrale è la sede dell’unica navata ed è coperto da una volta a vela.
I corpi laterali sono coperti da volte a botte raccordate alla copertura della navata mediante arconi a tutto sesto. La facciata principale dell’edificio è volta verso nord: l’articolazione della stessa, improntata a grande semplicità, non corrisponde all’organizzazione interna. Quattro lesene la dividono in tre settori, come per indicare la presenza all’interno di tre navate; al centro è posto il grande portone di ingresso sormontato da un finestrone decorato da una semplice cornice di stucco, ai due lati sono collocate due nicchie vuote. L’altare principale è di notevoli dimensioni ed occupa quasi tutta l’altezza della navata. E’ di gusto barocco, interamente in legno intagliato policromo ricco di decori con le caratteristiche colonne tortili, fogliami, fiori e angeli; nel centro trova posto la nicchia con la statua della Madonna. Altri due altari si trovano nei corpi laterali, quello della Pietà, con le colonne di legno intagliate con i simboli della passione, e quello di S. Antonio da Padova.

Il professor Cavallari-Murat nel suo “Tra Serra d’Ivrea, Orco e Po” nel capitolo “Dimensione umana della preghiera e barocchità ornamentale popolaresca in santuaretti campestri e parrocchie montane” parlando di quella che egli definisce “barocchizzazione del paesaggio” afferma che “non si può negare che sia accaduta
effettivamente accaduta questa metamorfosi della terra canavesana; si assisterà al sorgere d’una fitta rete di oratori e santuarietti campestri integrativi dell’organizzazione parrocchiale e si vedrà segnalare ogni bivio dei viottoli e delle mulattiere con un tabernacolo, minuscolo ma continuo invito alla preghiera”. Secondo l’autorevole opinione del professor Cavallari-Murat la realizzazione del santuario della Madonna del Bosco è da inserirsi all’interno del clima seicentesco postridentino che interessò l’ambito canavesano e si concretizzò nell’edificazione e nel rifacimento di molti edifici religiosi a partire da stimoli diversi. Camillo Boggio nel suo libro dedicato alle Chiese del Canavese cita, nel capitolo dedicato all’ “epoca dell’Architettura Barocca”, il Santuario di Ozegna ed asserisce che il complesso architettonico “ merita un cenno speciale siccome quello che intatto arrivò sino a noi tale quale venne costrutto sul luogo dell’apparizione della Madonna”.

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Insights
Lun-Dom chiuso

La chiesa è visibile dalla bussola di ingresso negli orari diurni e durante le Messe

The building may be visited at the times indicated unless a religious function is in progress

Lun-Ven -
Sab 18:00
Dom 10:30

Info

cathedral
Cattedrale di Ivrea
diocese
Ivrea
type of building
Santuari
address
Piazza del Convento 2, 10080 Ozegna (TO)
tel
0125 641138
mail
economato@diocesivrea.it
web
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